smaltimento rifiuti raee

Il crescente aumento di rifiuti RAEE e il loro abbandono nell’ambiente, in modo irregolare e spregiudicato, rappresenta un grave problema di inquinamento per suolo, acqua, aria e ovviamente per la salute umana. 

Per questo motivo, sarà necessario smaltire tali rifiuti tramite ditte e centri di raccolti autorizzati, secondo quanto dichiarato dal Decreto legislativo n°49 del 14 marzo 2014, emanato in attuazione di una direttiva Europea, che ha il solo obiettivo di ottimizzare lo smaltimento di RAEE e potenziarne il loro riciclo.

Il costo dello smaltimento di rifiuti RAEE, varia a seconda del tipo di apparecchio, essendo infatti una categoria di rifiuti molto varia, è composta da materiali di piccole e grandi dimensioni. 

Il prezzo, inoltre, dipende anche dai materiali da cui è composto l’oggetto da smaltire; ad esempio, quegli oggetti che contengono sostanze tossiche e dannose per la nostra salute e per l’ambiente, devono essere sottoposti a interventi di smontaggio e bonifica, quindi i costi saranno maggiori

In linea molto generale, occorre sempre considerare il costo del prelievo e del trasporto e successivamente quello dello smaltimento o eventuale recupero. 

Nel caso dei materiali RAEE non pericolosi, il costo si aggira intorno ai € 0.30 per Kg, mentre per rifiuti RAEE pericolosi il costo può aumentare notevolmente, fino ad arrivare a € 1 per Kg.

Noi di prezzi.info, non ti offriamo solo un valido servizio di informazione, ma collaboriamo con le migliori ditte professionali, presenti su tutto il territorio italiano, al fine di garantirti servizi di smaltimento rapidi e sicuri. 

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RAEE Rifiuti: di cosa si tratta?

Per RAEE, acronimo di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, si intendono quell’insieme di rifiuti molto eterogenea di diversa natura, che si differenziano in:

La differenza non consiste solo alla loro provenienza, ma in modo particolare al loro finanziamento per le operazioni di raccolta, trasporto e relativo smaltimento. 

Inoltre, i rifiuti RAEE per un più corretto e preciso smaltimento vengono differenziati a loro volta in 5 raggruppamenti R1-R5:

Smaltimento rifiuti RAEE: come funziona?

Rifiuti elettronici - Rifiuto

Come detto in precedenza, la differenziazione dei RAEE è importante per determinare trasporto e trattamento. 

Ma come funziona? Scopriamolo insieme!

Per i RAEE domestici, i Produttori sono tenuti per legge a finanziare le operazioni di raccolta, trasporto e trattamento, tramite un’adesione obbligatoria a uno dei tanti Sistemi Collettivi, conosciuti come Consorzi, creati appositamente per il conferimento di tali rifiuti.

Al momento dell’immissione sul mercato di un RAEE è prevista l’applicazione di un eco-contributo su base preventiva, di cui il produttore sosterrà i costi, solo ed esclusivamente, nel momento in cui il cliente richiederà il ritiro del RAEE da smaltire, ovvero quando diventerà un vero e proprio rifiuto. 

Mentre, nel caso dello smaltimento di RAEE professionali, l’azienda sarà obbligata a rivolgersi a ditte specializzate nella gestione di tali rifiuti, che avranno il compito di ritirarli e smaltirli secondo quando disposta dalla normativa vigente e i costi saranno addebitati direttamente all’ente che ha richiesto il servizio.

Normativa RAEE: ecco cosa dice il decreto

Il funzionamento del sistema di gestione dei RAEE in Italia, è sancito sulla base delle Direttive Europee, del Decreto legislativo n°49 del 14 marzo 2014 e dei correlati Decreti Ministeriali, che ne disciplinano gli aspetti attuativi. 

Il nostro Decreto stabilisce il principio della responsabilità del Produttore nello smaltimento di tale rifiuto, a prescindere dalla tecnica di vendita utilizzata:

  • fabbrica e vende apparecchiature elettriche ed elettroniche recanti marchio
  • rivende con il proprio marchio apparecchiature e prodotti di altri fornitori
  • importa o immette, sul mercato nazionale, apparecchiature elettriche ed elettroniche, nell’ambito di un’attività professionale e ne opera la commercializzazione

Inoltre, la gestione dei RAEE è disciplinata anche a livello europeo dalla Direttiva 2012/19/UE, che ha lo scopo di fornire agli stati membri, le linee guida per l’implementazione di un sistema di gestione di tali rifiuti, al fine di promuovere il riciclaggio e ridurre l’abbandono illegittimo.